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La prima edizione del Terra Madre Day è stata celebrata il 10 dicembre 2009 (ventesimo anniversario della nascita di Slow Food Internazionale) ed è stato un modo per celebrare la connessione di Slow Food con la terra. In tutti i punti d'Italia e del mondo si è organizzato un evento, piccolo o grande non ha importanza, ma in ogni modo ill dato più importante è stato la centralità del “mangiare locale” e l'affermazione di alcuni punti chiave:
• il cibo è un diritto di tutti • ogni popolo deve poter decidere cosa coltivare e cosa mangiare (sovranità alimentare) • l'agricoltura di piccola scala, delle comunità locali, è il futuro • la biodiversità agricola, alimentare e culturale deve essere preservata • tra agricoltura e ambiente deve esserci una forte correlazione (l'agricoltura non più essere considerata un comparto economico, produttore di materie prime, sottoposto alla legge della domanda e dell'offerta) • il commercio deve essere equo, solidale e sostenibile, cioè di prossimità. Anche l'associazione La Fonte G.A.S., in collaborazione con Slow Food, la Regione Campania (Assessorato all'Agricoltura), l'associazione di IdeaCittà e il Teatro Arte, ha organizzato ha celebrato il Terra Madre Day a Caivano. E quale straordinaria occasione per vedere finalmente in una sala il grande film/documentario di Ermanno Olmi su "Terra Madre"? Il più grande atto d'amore, dopo "L'albero degli zoccoli" all'agricoltura, alla Terra, Madre di tutti noi…. Il regista, infatti, ci racconta degli ultimi tre convegni di Terra Madre a Torino. In quelle occasioni Carlo Petrini, ideatore di Slow Food, è riuscito a far giungere nel capoluogo piemontese persone che, in ogni angolo del mondo, la terra la amano, la coltivano e, soprattutto, la rispettano. E' un documentario di denuncia quello di Olmi. Denuncia contro le sopraffazioni che anche in questo campo non si scontrano con i rigori della legge perché è il Dio Mercato che detta le non regole del liberismo più sfrenato. Ma non è solo questo. Olmi porta sullo schermo un atto di amore profondo che passa dall'elegia sulla vita a contatto con la Natura alla rispettosa e quasi invidiosa riflessione sulla vita di un uomo che ha avuto il coraggio di abbandonare la civiltà dei consumi per scegliere di vivere in un modo radicalmente diverso. Olmi ci ricorda anche che qualcuno ha pensato di preservare, nel Nord del nostro continente, i semi che rischiavano di scomparire in modo definitivo creando una sorta di Giardino dell'Eden nel ghiaccio. La Cineteca di Bologna, che è intervenuta nella produzione, è sicuramente consapevole di avere contribuito a creare un film che è un seme. Il suo compito è ora quello di conservarlo ma anche di metterlo a dimora ovunque sia possibile perché faccia maturare quel frutto prezioso che è la consapevolezza. È proprio vero, come dice la guru indiana dell' agricoltura, Vandana Shiva, che i bambini americani obesi e quelli africani scheletrini sono il prodotto di uno stesso sistema di sfruttamento alimentare. Oltre alla proiezione del film vi è stato un incontro-intervista con l'assessore regionale all'agricoltura Gianfranco Nappi, in cui si è parlato amichevolmente dei problemi della zona nord di Napoli e del progetto di ripresa dei Regi Lagni. Infine l'evento si è concluso con l'assaggio di fagioli del cannavale. Dopo la coltivazione della canapa c'era una volta la coltivazione dei fagioli. Si chiamavano i "fagioli del cannavale" ed erano, così come ce lo raccontano gli anziani, davvero straordinari. Si arricchivano del nutrimento che il terreno aveva dalle foglie di canapa che, dopo la "spenta" (un sistema di battitura degli steli per liberarli dalle foglie), fertilizzavano il terreno. Erano 60 anni che non si producevano più. Molti ne hanno sentito parlare, ma non li hanno mai assaggiati… Era tempo di riprenderne la produzione. L'Azienda agricola Futuragricola 2000 di Franco Mugione, dopo l'esperimento della canapa, ha ripiantato i fagioli di cui gli aveva parlato il padre. Ma come spesso abbiamo detto l'agricoltura non può non essere vissuta, così come lo è stato per secoli, anche come grande àncora di salvezza dal punto di vista ambientale. "Potranno "i fagioli del cannavale" – afferma Enzo Falco, ispiratore di tutte queste iniziative - salvare il nostro territorio sempre più avvilito da emergenze ambientali che interessano direttamente la salute dei nostri cittadini? Può l'agricoltura biologica salvare la qualità dei nostri prodotti agricoli? Bisogna sperimentare nuove forme d'acquisto collettivo, attraverso i gruppi d'acquisto solidali, per dare più soldi agli agricoltori/produttori e far risparmiare i consumatori? Di tutte queste cose ne parleremo nell'ambito del più grande evento internazionale sull'agricoltura e sugli agricoltori "custodi", cioè "Terra Madre Day" organizzato da Slow Food Internazionale"
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